Di Biagio De Santis (Istruttore di tiro, armaiolo abilitato per armi e munizioni da guerra, ideatore e collaudatore d’armi, munizioni, ecc)

Il nuovo calibro d’ordinanza statunitense 6,8×51 ha portato scompiglio in tutte le altre ff.aa. sia alleate perché come al solito dovranno in qualche modo adeguarsi, sia nemiche perché potrebbero affrontarle.
Le polemiche sono state molte all’inizio, adesso sono aumentate e riguardano:
- Maggiori costi delle armi, sia fucili che mitragliatrici. Si tratta di un fucile da battaglia, non di un leggero fucile d’assalto. Quindi anche i pezzi di consumo frequenti come le canne, otturatori, percussori, caricatori.
- Le armi ovviamente dureranno meno di un 5,56 NATO.
- Munizioni sebbene assimilabili al 7,62 NATO o, meglio, al 7.08 Winchester di fatto sono irrobustiti realizzati in più pezzi e quindi molto più costosi, si parla del doppio o addirittura del triplo.
- Le maggiori prestazioni comparabili a un .270 Winchester o al più potente .270 Weatherby magnum ovviamente causerà una maggiore usura e surriscaldamento della canna, presa di gas e otturatore.
- Il maggior peso dell’arma lo fa risultare antipatico a molti utilizzatori.
- Il minor numero delle munizioni nei caricatori e quindi maggior peso ne diminuiscono il numero complessivo trasportabile.
- Il maggior rinculo e rumore lo rendono più stressante in uso intensivo, fortunatamente i moderni freni di bocca e silenziatori/moderatori di suono* fanno bene il loro lavoro portandoli a livelli accettabili. * Non si può può parlare di veri silenziatori perchè se non si sparano munizioni con proiettili che volano a velocità subsonica il rumore del bang supersonico esiste. Esistono armi che riducono le velocità dei proiettili ma questa è un altra storia.
- Il rilevamento è già ben gestibile grazie ad una buona meccanica e distribuzione delle masse che lo rende quasi neutro, ma questo si riferisce al fucile Sig, non sappiamo quali armi adotteranno altre nazioni.
- In prove di tiro operativo tattico da parte di militari abituati al 5,56 NATO sono stati riscontrati minori risultati e quindi maggiori preoccupazioni.
- Le maggiori prestazioni balistiche necessiteranno in caso di allenamento in CQB o comunque in ambenti ristretti come le killing house si dovranno aumentare le protezioni balistiche e i parapalle onde evitare vittime tra chi si allena.
In pratica non è il massimo per personale femminile che maschile di bassa statura. Alcuni istruttori militari che civili statunitensi che addestrano militari e forze di polizia sono stati intervistati e hanno detto che è un calibro più adatto a operatori almeno 1,80 e sui 90 kg. Vero che è l’altezza media dei cittadini statunitensi di almeno 4^ generazione maggioranza dei soldati sia in USA che all’estero è di minore statura e salvo alcune eccezioni.
In pratica le forze armate americane hanno fatto un errore? No!
Dagli anni 60 hanno pagato a caro prezzo la scelta di un piccolo calibro sebbene con dei vantaggi in quell’epoca, meno oggi. Successivamente le nazioni solitamente avversarie hanno adottato munizioni superiori al 5,56 NATO SS109 da 69 grani (tiro utile 400 m.), come il 5,45×39 con tiro utile di almeno 500 m. e il 5,8 cinese con tiro utile sui 600 m. Vero che il 5,56 NATO con palle da 75 grani è in grado di essere abbastanza temibile a 600 m. ma si tratta di uno standard non NATO e che anche le altre munizioni con munizionamento non standard hanno prestazioni migliori. Quindi le FF.AA. statunitensi necessitavano di una munizione di diffusione di massa in grado di sovrastarle. Senza contare le varie mitragliatrici leggere RPK in 7,62×39 che 5,45×39 canna da 59 cm. che essendo mitragliatrici hanno un tiro utile pratico di 1000 metri pur con una praticità d’uso simile a un fucile da battaglia.
Che dire poi dei fucili calibro 7,62x54R di larga diffusione tra i soldati di eserciti normalmente considerati nemici o potenziali? Se fucili da fucilieri scelti Dragunov et similia 7,62x54R sono forniti in buon numero in talune forze armate gli equivalenti nelle forze NATO come FN Scar, Springfield M14, Armalite AR10 (sr25 ecc), HK 417 ecc no. Quindi si doveva correre ai ripari prima di ritrovarsi i propri soldati a fare da bersaglio e indifesi fuori tiro! Un pò come fecero i tedeschi nella seconda guerra mondiale armando i reparti paracadutisti con l’FG 42 che sostituendo la pistola mitragliatrice 9×19 ricopriva più ruoli in calibro 7,92×57 come fucile da battaglia, d’assalto, mitragliatrice leggera (caricatore da 20 colpi), tiro sniper/marksman e per giunta facilmente e rapidamente smontabile e rimontabile proprio per essere facilmente paracadutato.
Se il 5,56 NATO è l’ideale contro numerose truppe nemiche all’assalto in massa, utilizzo in aree urbane, tiro a medie e corte distanze (0-300m), eccellente controllo nel tiro a raffica ravvicinato, grandi quantità di munizioni portabili individualmente, facilità di addestramento, rinculo e rilevamento adatto a chiunque, basso costo. Però balisticamente per incapacitare con buona certezza e rapidamente un nemico richiederebbe almeno 3 colpi; quindi, più buono per ferire gravemente che uccidere istantaneamente, inoltre ferire un nemico porta a far costare un soldato al nemico da soccorrere più di un soldato morto sia in termini di denaro che di persone e risorse impiegate. Il problema è che oggi i soldati NATO costano molto nell’addestramento e sono di difficile sostituzione, quindi necessitano di un calibro più velocemente incapacitante/letale sul nemico in tempo per non nuocerli.
Il 7,62 NATO dal canto suo nel 1961 grazie a polveri moderne sostituì benissimo il precedente 30.06 Springfield più voluminoso e costoso. È precisissimo fino a 400/450 m., buono fino ai 600 con armi selezionate, a 900/1000 è ancora temibile con armi sniper, con mitragliatrici differenti il tiro utile massimo va dai 1100 m della M60 americana agli ottimistici 2000 m dell’Mg42/59. Munizione molto equilibrata, per la balistica venatoria è idoneo, ad esempio, contro cinghiali utilizzando munizioni espansive standard a capi fino a circa 90/100 kg, con munizioni più moderne anche fino ai 120 kg. Quindi con le meno prestazionali palle FMJ ad uso militare è ottimale per esseri umani anche di 90 kg. Nonostante la sua validità fu sostituito dal 1964 col 5,56 NATO anche perché nella jungla del Viet Nam i soldati meno esperti, soprattutto quelli di leva sparavano spesso a raffica e non reggevano più di pochi caricatori sparati consecutivamente e per giunta anche male, ma questo era un limite dall’M14 cioè di un’arma concepita negli anni 50 pensando a combattere guerre degli anni 40 e similari negli anni 50 come quella di Corea contro la Cina… Comunque non fu mai abbandonato definitivamente e rispolverato saltuariamente in conflitti minori e in buon numero da diverse nazioni come dai britannici con il loro FAL, gli statunitensi con l’M14, AR10 (et similia), FN Scar per via delle aree di combattimento differenti dalla jungla vietnamita o del Nicaragua e dalle aree urbane standard, desertiche, grandi pianure, montagne come in Iraq e Afganistan e per quanto ne so negli anni anche alcuni dei nostri reparti speciali hanno impiegato alcune armi in 7,62 NATO per impieghi differenti dal tiro sniper. Il rinculo e rilevamento non erano ben sopportabili in uso intensivo da parte di utilizzatori di bassa statura, non per nulla il Giappone adottò una cartuccia7,62×51 depotenziata per il suo M64 adottato negli anni 60, ma le armi con moderne meccaniche, con freni di bocca e moderatori di suono hanno risolto di molto questi problemi.
Il 6.8×45 è un calibro intermedio voluto all’inizio per essere una via di mezzo tra il 7.62 e il 5.56 NATO basato sul bossolo del .30 Remington ma apparentemente simile al 5.56×45 conservando anche lo stesso caricatore, praticamente era necessario sostituire solo l’upper receiver. In questa configurazione creata da Remington viene chiamato 6.8 SPC. Nonostante fosse più potente del 5.56 e del .300 Black Out non convinse l’US Army perché meno potente del 7,62×39 e meno perforante del 5.56 NATO, 5.45 sovietico e 5.8×42 cinese.
Il 5.8×42 cinese è il calibro .22 militare d’ordinanza più prestazionale. Realizzato appositamente per essere superiore ai suoi possibili avversari U.S.A. e Russia
6.5 Grendel, di derivazione del ultra preciso 6 PPC che è tra il top delle munizioni sportive nel tiro a 300 m.
Ottimizzato per armi automatiche e per portare il tiro utile a oltre 700 metri, ma in grado di essere insidioso fino a 1000 metri. In pratica è un 7,62×39 balisticamente migliorato. Sebbene sia una munizione ottima per controllo nel tiro a raffica, eccellente precisione fino a 500 m. nato per funzionare bene anche sulla bisbetica piattaforma AR15/M4, di fatto adottato come calibro complementare al 5,56 NATO e 7.62×39 solo dall’esercito serbo su armi su piattaforma AK.
Il nuovo 6.8×51 (chiamato anche Sig e .277 Fury nella versione civile) fu voluto più potente, letale, perforante, con una maggiore gittata al punto tale che nel concorso fu preferita una versione che per reggere le pressioni dovette ricorrere ad un bossolo rinforzato in acciaio e molto più costoso. Questo per superare in toto la concorrenza militare nemica attuale e futura almeno nell’immediato per fucile XM7 e mitragliatrice leggera XM-250.
Ma a parte i prezzi del munizionamento certamente elevati e un costo dell’arma di un alto livello il problema vero è l’addestramento necessario per far si che le armi siano facilmente e ben utilizzabili anche dal soldato medio di fanteria ma anche dal combattente chiamato al servizio di leva visto che a sentire certi istruttori di tiro ed esperti militari statunitensi non è una munizione per tutti come detto nei precedenti punti numerati.
Il problema come al solito è la formazione degli istruttori, non importa quante medaglie gli hanno dato in guerra o in operazioni di polizia, coppe sportive, encomi solenni, ecc.
Quello che manca oggi è la tecnica!
Le tecniche di tiro sono fondamentali per poter svolgere le tattiche di combattimento. Così come se non si sanno fare le equazioni non si risolvono certi problemi strutturali in ingegneria per costruire un ponte, un motore, un computer. Per non parlare delle arti marziali, insomma se non sai dare bene un pugno o un calcio con precisione, velocità e potenza come pensare di lottare? Ma anche come pensare di poter parare un attacco? Se frequentate una scuola di arti marziali tradizionali e non, o MMA o Krav maga, ecc quale maestro tollererebbe che non sappiate assumere bene le posizioni dei piedi e corporee, fare bene gli esercizi per attacco, parate, schivate, ecc? Chi non vi farebbe fare degli esercizi fisici per potenziare forza, velocità, riflessi e self control? Ebbene quasi tutto questo nelle scuole e accademie di tiro moderne non esistono. Si, ci sono certi istruttori che fanno fare esercizi ma propedeutiche alle tattiche (in genere di ispirazione militare in stile “percorso di guerra”) ma non propedeutiche alle tecniche di tiro!
Ho visto video recenti in cui istruttori americani barcollavano e addirittura scivolavano con i piedi a causa del rinculo dei nuovi Sig 6.8, altri che non avevano abbastanza forza per tenerlo in mano a lungo, peggio ancora gestire il rilevamento e il controllo nel tiro celere semiautomatico. No comment per il tiro a raffica. Per fortuna ci sono anche video dove ci sono altri che sparano bene, ma non grazie alla tecnica, devono i loro risultati alla grande pratica con moltissimi colpi sparati come youtuber influencer ex Navy Seal et similia. A questo punto qualcuno potrebbe chiedere come faccio a dire queste cose, ma si tratta semplicemente di vedere le posizioni del corpo, tecniche di imbracciatura, mira, scatto, come fa un qualunque istruttore di arti marziali o combattimento corpo a corpo, boxe, ecc quando vede un combattente sul ring, ottagono, tatami, ecc, ecc ma anche un maestro di scherma, oggi queste competenze sono più uniche che rare. In genere gli istruttori di tiro formati soprattutto dopo l’11 settembre 2001 data da cui in poi le esigenze di formare un gran numero di soldati e poliziotti richiedeva un grande numero di istruttori. Quindi molti entrarono nelle forze armate formati da scuole sportive civili mentre altri già in servizio ne furono fortemente influenzati, il vero problema è che sono tecniche derivate dalle tecniche di tiro sportivo con pistola, non di carabina! Al limite di tiro col fucile a canna liscia per brevi distanze. Non per nulla quando si svolse il primo campionato mondiale di tiro dinamico IPSC con carabine, principalmente furono usati degli M4 in 5.56/.223, in quel periodo ricevetti alcune richieste di addestramento preparatorio agonistico di italiani per questo campionato che si svolgeva in Russia, ma poi non istruii nessuno perché vennero a sapere che per i tiri lunghi (che li terrorizzavano e a cui io gli sarei servito) potevano usare nei tiri medi e lunghi dei bipiedi e sparare sia da terra che in appoggio! Alla faccia del tiro dinamico cioè in movimento, sparavano da fermi e in appoggio, per giunta questi bipiedi altamente stabili e ingombranti sono estremamente costosi, in media dai 300 ai 600 €. Sempre nel tiro dinamico sportivo oggi il calibro più diffuso è il 9×19 quindi molto economico ma è anche molto più ben controllabile e meno stressante, quindi migliore per colpire la carta entro i 50 metri/yarde che poi sono le distanze in cui anche senza tecnica un autodidatta può competere compensando con la pratica e del resto competendo tra pari non ci sono stimoli al miglioramento. Eppure quando già negli anni 60 si passò dal 7.62 al 5.56 l’M16 (padre dell’M4) era stato soprannominato “Mattel Gun” in onore della nota fabbrica di giocattoli… oggi in calibro 9×19 si potrebbe parlare di “Chicco Gun”…
Inoltre l’M4 è considerata l’arma ideale per i “bambini soldato” con i suoi circa 2,5 kg di peso senza caricatore ne accessori, contro i 3,8 kg del Sig XM7 nelle stesse condizioni. I primi archibugi ad avancarica pesavano anche 10 kg., i moschetti del 1600 circa 6 kg, un fucile 1866 Chassepot sui 4,7 kg, un Mauser K98 3,7 kg.. Un Garand 30.06S 4,6 kg., FAL BM59 7.62×51 4,4 kg, un AR70-90 5.56X45 4,7 kg., un moschetto automatico 9×19 MAB 4,8 kg e nonostante pesi e gli ingombri, li si son portati in guerre, naja, servizi di polizia, addirittura a caccia, ecc la forza per portarle c’era, così come sopportarne rinculo, rumore e a volte pure le dita ammaccate nel ricaricarle… Eppure si portavano e usavano! Al giorno d’oggi un fucile d’assalto e un fucile da battaglia devono pesare relativamente poco perché poi il loro peso aumenta ulteriormente tra mire ottiche, laser, torce e accorciate le canne per il montaggio dei silenziatori per contenere le dimensioni totali.
Non sappiamo come finirà questa storia, se per far passare anche l’Italia al 5,56 NATO, dal 1964 si dovette arrivare al 1989 e occorsero altri anni per la completa sostituzione del BM59, per giunta avevamo ancora una florida economia, chi sa quanto occorrerà per uniformarci al costoso 6.8 per fucile e mitragliatrice leggera e dalle munizioni costosissime?
Ma perché il 6.8? Potentissimo calibro anti uomo, conosco gli effetti venatori avendo usato a caccia, ricaricato e sparato per molti anni con il .270W, il 6.8 militare pare porsi prestazionalmente tra il .270 Winchester e al .270 Weatherby Magnum. Anche in versioni a canna corta supera i 900 metri al secondo e a canna standard supera i 1000. Formidabile contro i materiali e le protezioni balistiche individuali (ormai diffusissime e pure a basso costo contro il 5.56) e di veicoli anche con blindature leggere. Un binomio arma munizione micidiale con un tiro utile superiore alle armi della stessa categoria impiegate dai nemici e potenzialmente tali.
A questo punto sarebbe interessante sapere quanto può durare una canna in 6.8×51 del resto è un calibro magnum. Qualunque ufficiale superiore che si sia occupato di acquisizioni d’armi sa che le guerre si vincono con i soldi e con la logistica. I soldi per acquistare quello che serve e la logistica per distribuirlo, gli americani li hanno entrambi, ma il resto dei suoi alleati no. Ho conosciuto soldati di leva negli anni 80 che avevano nelle loro caserme degli M16 in 5.56 ma avevano ordini di continuare ad usare e allenarsi con i BM59 in 7.62, evidentemente per averli nuovi in caso di guerra, del resto all’epoca si era ancora durante la guerra fredda con l’URRS. E se per un soldato americano passando da un M4/M16 ad un SIG non è così difficile viste le somiglianze generali appositamente volute, un altro discorso è passarci da un italico ARX160, da un britannico SA80, da ispanico G36 un belga Scar LSTD, ecc armi ben differenti quindi dover formare soldati, istruttori e armaioli, soprattutto se non accade in tempi di pace, ma di guerra. A questo punto il problema potrebbe essere nelle munizioni e la logistica necessaria, oltre al fatto che dovrebbero essere prima smaltiti miliardi di munizioni in 5,56 e 7,62…
Ma a questo punto non si potrebbero trovare soluzioni al problema? Si, certo, ma questo richiederebbe un articolo ben più lungo, che di fatto non sarebbe un articolo ma il risultato di una vita di studi e ricerche attraverso anche a pericolosa sperimentazione ed esperienze.
Però a prescindere devono andare riviste le tecniche di tiro e le metodologie di addestramento per sfruttare almeno in parte le sue potenzialità di potenza, precisione e volume di fuoco. Non si può negare che per impieghi urbani il volume di fuoco e la maneggevolezza di un M4 sono insuperabili grazie anche a caricatori da 100 e addirittura 200 colpi e canne corte fino a 9” (225 mm). D’altro canto un muro di cemento armato col 6.8 lo perfori velocemente, col 5.56 no! Così come con un 6.8 fermi un nemico con un solo colpo con una potenza vicina a un .300 Norma magnum che è un calibro bivalente da tiro sniper e mitragliatrice. Ma se andiamo a vedere le cartine geografiche e leggere la loro descrizione su un enciclopedia di Cina e Russia e capirete perché. Il 6.x51 di fatto sarebbe eccellente come munizione per guardiacaccia africani, per utilizzo sia anti uomo che anti animali pericolosi. Sebbene sia lo XM7 che la XM250 sono anche eccellenti armi difensive per le estese aree di frontiera, i primi soldati statunitensi che sono stati armati sono truppe d’assalto aviotrasportate e tra queste una divisione è stata dispiegata in Europa dell’Est (vedi Ucraina) che come in Cina abbondano aree estese pianeggianti ove i tiri a lungo raggio sono necessari, anche le modernissime e tecnologicamente evolute ottiche Vortex recentemente adottate dall’US Army in gran numero per impieghi multiruolo di fanteria lo dimostrano. Ironia della sorte, stando alle attuali memetodologie di addestramento e allenamento queste armi e calibri non saranno mai usate a pieno delle proprie capacità perchè i metodi addestrativi occidentali si basano su tecniche di tiro sportive da tiro dinamico… o peggio, cioè dei giochi.
Sono oltre 30 anni che lo dico ma nessun reparto ne scuola militare con cui ne ho parlato si sono mai interessati a farlo, ma nemmeno a ricevere una mia lezione gratuita sul come riuscirci, alcuni dicendo a priori che “non serve”! Reparti spaciali inclusi!!! Cioè per molti dei loro istruttori non serve saper fare le seguenti cose:
- saper sparare bene con buona precisione in posizione in piedi e in posizione in ginocchio senza appoggio ne bipiede almeno fino a 300 m. su bersagli il cui centro è di 10 cm di diametro. Questo significa poter colpire un nemico in area letale a 600m, ma anche saperlo fare in aree prive di appoggi o di possibilità di poter sparare da posizione a terra.
- Saper sparare correndo e colpire almeno il torace di bersagli dalla forma umanoide anche a 300 m. di distanza. Questo significa anche poter fare un adeguato fuoco di copertura anche se non si disponde di chi lo faccia.
- Saper gestire bene il tiro a raffica con rosate ristrette, quindi efficienti.
- Saper tirare velocemente d’istinto al bersaglio anche a 300 m. con partendo da posizione di porto con arma imbracciata con volata a 45 gradi in basso in tempi inferiori ai 3 secondi, ovviamente a brevi distanze la precisione e velocità aumentano in maniera esponenziale.
- Saper tirare e colpire da riparo senza esporre ne il corpo ne la testa.
- Saper colpire con precisione anche nel tiro non mirato, dal fianco, al buio, senza usare le mire.
- Saper colpire non solo bersagli mobili ma ma anche in volo come i droni senza dover ricorrere necessariamente a fucili a canna liscia!
Nb. Non si tratta di diventare fenomeni da film western o dei tiratori professionisti da esibizione, anche perchè riuscirci con i metodi “americani” o comunque oggi in voga significa essere dei talenti naturali con numero illimitato di armi e munizioni gratis da sparare per anni ma nonostante questo potrebbero non riuscirvi.
Un istruttore militare/polizia/difesa/caccia è più bravo quanti meno colpi fa sparare ai suoi allievi per ottenere un buon risultato, ma anche in quanto poco tempo vi riesce! Questo sia per motivi economici che di tempo. Ciò vale ma in maniera minore anche per lo sport.
Poi oggi con la situazione peggiorata dalla maggior potenza del calibro 6.8 ci ritroviamo addirittura istruttori statunitensi professionisti nel settore militare e forze di polizia finalmente ammettere il problema.
Per esempio sarebbe come normali automobilisti che guidano delle utilitarie economiche passare senza adeguata formazione a delle auto sportive a trazione posteriore da 400 cavalli senza controllo di trazione. Oppure passare da un ciclomotore 50 cc comparabile a un M4 in 9×19 a una moto 125 cc comparabile a un M4 in 5,56 NATO, un 7,62 NATO di un AR10 a una 500 cc, mentre il 6.8 è equiparabile ad una Superbike o addirittura a una Moto del campionato GP. Peggio ancora per gli istruttori, come apprendere da istruttori di monopattini (se esistono) per imparare a guidare una Ducati! Ripeto, la maggioranza degli istruttori insegna tecniche da tiro dinamico sportivo per pistola e ora vorrebbero pure insegnare a usare fucili da guerra in calibri magnum??? Più che follia è una dimostrazione di psicopatia perchè se gli sportivi al massimo perdono, i soldati muoiono… Si, negli anni ho conosciuto delle le eccezioni ma sono ormai più rare delle mosche bianche e spesso anche andate in congedo per anzianità e comunque quasi mai erano istruttori.
Nel frattempo la Svizzera adotta un fucile in stile AR10 in 7,62×51 prodotto in USA, i britannici stanno testando il Beretta Narp in 7,62…
Ai posteri…
