Di Biagio De Santis (Istruttore di tiro, armaiolo, restauratore, ecc)
Ho avuto il piacere di maneggiare il Johnson 41, che è un’arma alquanto rara, presso l’armeria WaA di Verona https://armeriawaa.it/, una vera boutique delle armi d’epoca, specializzata in ex ordinanza e moderne di origine militare/polizia e gestita da un grande appassionato e conoscitore oplofilo.


Il Johnson modello 1941 nasce dalla mente di un avvocato, ufficiale della riserva dei marines statunitensi che appassionatosi alla progettazione d’armi si dedico a svilupparne e costruirne diverse con alterni successi e molta sfortuna commerciale. Questo perché se immettere sul mercato un arma durante una guerra, al pari di tanti prodotti comuni può avere dei problemi nelle consegne estere, cosa che accadde nella prima vendita importante alle forze armate coloniale olandesi, ma per fortuna tutte queste furono recuperate con successo proprio dal corpo dei marines destinandoli principalmente a loro unità di élite per azioni di commandos, ma dovettero combattere duramente anche in battaglie campali e addirittura il capitano Dunlap riuscì ad ottenere la medaglia d’onore del congresso per le sue gesta eroiche durante lo sbarco a Iwo Jima e attribuì buona parte del merito – per aver salvato diversi suoi commilitoni – a quest’arma. Ma come erano armati i Marines? In genere il loro fucile d’ordinanza era un bolt action, quindi passare ad un arma semiautomatica fu un notevole passo avanti. Sebbene il Garand fosse stato preferito dall’US Army da cui comunque dipende il corpo dei Marines, questi avendo comunque dell’autonomia per gli acquisti e che i Garand non furono realmente distribuiti in massa prima del 1942 per via dei collaudi e messa a punto definitiva, quindi il fucile modello 1941 ebbe modo di farsi molto apprezzare come novità tecnologica. Di fatto si confrontava più con il tedesco Gewehr 1943 e il russo Tokarev SVT-40 che con il Garand.

Ma cosa volevano i Marines? Questo corpo militare d’elite nonostante non sia un corpo speciale come i Berretti Verdi, Delta Forces, Ranger, ecc ha degli standard molto superiori a quelli di un comune soldato, in pratica sanno combattere bene con tutto, così come sanno anche tenere una cura manutentiva delle loro armi ed equipaggiamenti superiore alla media, comunque tra loro ha sempre avuto unità di elite che poi sono state ufficializzate come forze speciali con la denominazione di MAR. S.O.C.. Per questo a loro non interessava molto, la relativamente migliore affidabilità del Garand proprio perchè con una maggiore manutenzione e attenzione nel maneggio non vi erano di fatto più casi di inceppamento. Inoltre i Marines sono avvezzi a ritrovarsi nelle situazioni peggiori occupandosi principalmente di attività d’attacco per invasioni, quindi non è raro che si trovino spesso in avanscoperta in territori nemici possibili prede di attacchi con accerchiamenti da forze numericamente superiori, quindi quest’arma risultava per loro la più adatta anche a queste necessità.
Uno dei motivi che non portarono alla adozione del modello 1941 è che montando la baionetta essendo la meccanica a canna rinculante avvenivano spesso degli inceppamenti. Ironia della sorte nelle guerre moderne le forze armate statunitensi non considerano più l’utilità delle baionette, infatti molti M4 d’ordinanza non ne hanno più l’attacco necessario sulla canna.

2 colpi in più del Garand, una maggiore managgevolezza, basso rinculo e rilevamento, facilmente e rapidamente smontabile e rimontabile (ideale per parà e operazioni speciali anfibie) lo facevano preferire ai fortunati prescelti che lo ebbero in dotazione. L’arma era progettata da un marines per marines!
Particolare dell’attacco per la baionetta.
Negli anni si sono viste diverse dispute tra l’US Army Ordnance (decidono sugli armamenti) e il corpo dei Marines, l’ultima riguardava la pistola P320 a cui i grunt preferivano la Glock 19. Il Garand a suo tempo dimostrò la sua validità, affidabilità e robustezza e ancor oggi è notoriamente apprezzato, mentre il Johnson per la sua meccanica costruttiva e struttura più delicata non ebbe un grande successo e nonostante ciò altre armi da lei prodotte ebbero eccellenti valutazioni soprattutto mitraglitrici da corpi d’elite e speciali ma non furono sufficienti a evitarne la bancarotta. Comunque il talento armiero di Melvin Johnson fu talmente apprezzato che continuò la sua carriera di riservista passando dai Marines all’esercito proprio nell’Ordnance Corps col grado di colonnello, fornendo consulenze per le più alte cariche militari, giornalista del settore armiero e addirittura partecipò agli studi che poi portarono alla nascita dell’M16. Morì prematuramente all’età di 56 nel 1965. Oggi nel mondo collezionistico il Johnson 41 ha avuto la sua rivincita sul Garand, visto che il suo fucile da battaglia è valutato a prezzi più volte superiori.